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Giovedi 23 febbraio 2012

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    • Il recupero dell'acciaio supera quota 70%Federico_Fusari_small

      Imballaggi sostenibili e dalle innumerevoli vite:

      ecco come procede il riciclaggio dell'acciaio in Italia

      di Maria Beatrice Celino

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Approvati i piani per i nuovi inceneritori in Campania

inceneritore

Il nuovo piano regionale approvato in fretta e furia dal Consiglio regionale va incontro alle richieste dell'Unione europea di una differenziata spinta mista a un sistema di impianti che vede confermati i tre termovalorizzatori già previsti a Napoli est, Salerno ed Acerra e ai quali si aggiunge un inceneritore per le sole ecoballe nel Napoletano (a Giugliano) e un gassificatore per le esigenze della provincia di Caserta.

Assieme al documento approvato a maggioranza, da Roma spediranno a Bruxelles anche una relazione del Dipartimento delle Politiche Comunitarie che risponde ai rilievi tecnici mossi dalla Commissione europea. I due documenti, indipendenti tra loro, dovranno convincere l'Ue a non aprire una procedura di infrazione a carico della Campania, regione alle prese con l'emergenza rifiuti da ben diciotto anni.

Sanzioni che sarebbero salatissime, della portata di 516 mila euro al giorno, tali da far dire all'assessore regionale all'Ambiente Giovanni Romano che «se arrivassero ci metterebbero in ginocchio».

E' stato lo stesso Romano a spiegare al Consiglio regionale campano la necessità di approvare senza modifiche sostanziali la norma. «Un piano - ha detto - che per la prima volta in Campania stabilisce i fabbisogni dello smaltimento dei rifiuti urbani e detta le linee guida per un modello gestionale che consenta di non sprofondare di nuovo nella crisi».

Diversi gli obiettivi perseguiti dal piano: dal ridurre al minimo l'impatto del ciclo all'autosufficienza regionale, dal trattamento dei rifiuti stoccati al raggiungimento della sostenibilità economica del ciclo. Si punta soprattutto a incidere sulla produzione e sulla raccolta differenziata, considerata la chiave di svolta virtuosa per uscire, in prospettiva, definitivamente fuori da un'emergenza che ha finora causato danni pesantissimi all'ambiente, all'economia e ai cittadini. «La Campania - ha osservato Romano - ha già ridotto dell'1,3% la produzione di rifiuti tra il 2008 e il 2009 ponendosi al di sotto della media nazionale». C'è poi il capitolo differenziata: «Il piano - ha spiegato Romano - presuppone un punto di partenza che è il 50% come livello medio regionale nella raccolta già da gennaio 2012. L'obiettivo è quello di arrivare a fine anno al 65%. Sarà difficile - ha ammesso l'assessore Romano - per le difficoltà che si registrano nelle aree a più alta densità urbana, ma anche se non dovessimo raggiungere quella percentuale il sistema impiantistico previsto dal piano è in grado di fronteggiare nuove crisi con procedure di smaltimento coerenti come le direttive europee».

Basteranno questi "accorgimenti" e questi buoni propositi a non perdere la partita con l'Unione europea? La certezza sull'esito di un match che potrebbe costare caro alla Campania ed ai suoi cittadini, si avrà solo nei prossimi giorni, quando il ministro Corrado Clini, incontrerà Janez Potocnik, commissario Ue all'Ambiente.

Fonte: www.lacittàdisalerno.it