In tutto il mondo si producono 53 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici all'anno. Di cui solo il 13 per cento viene riciclato. Si parla di E-waste ossia dei rifiuti elettronici i cosiddetti Raee. Montagne di pc, monitor, telefonini contenenti montagne di piombo, arsenico, berilio e cobalto (sostanze altamente inquinanti necessarie al progresso tecnologico).
Se si guarda però alla composizione dei Raee (i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) prodotti dall'Unione europea, la quota più alta (30%) risulta essere ancora quella degli elettrodomestici, seguita dai frigoriferi (20%). Poi i Dvd, i Cd (15%) a pari merito con i computer e i telefonini. Dati alla mano – le statistiche sono delle Nazioni Unite e di qualche anno fa – ci si rende conto dunque che le cifre relative all'elettronica potrebbero essere triplicate, senza che nessuno abbia il reale polso della situazione. Solo in Europa infatti il tasso di crescita dei Raee è del 3-5 per cento l'anno.
Da Ecodom, il consorzio italiano recupero e riciclaggio Raee, arriva Raeeporter, applicazione utile per scattare foto e video di rifiuti abbandonati da girare alle amministrazioni comunali nella speranza che li rimuovano. Quando si parla di E-waste infatti una delle questioni più scottanti sono le discariche abusive.
A far luce su questa situazione, spesso sottovalutata dagli operatori del settore, è stata anche una ricerca promossa dall'Anci e dal Centro coordinamento Raee, diffusa nei giorni scorsi alla rassegna Ecomondo di Rimini. Su un campione di 211 centri di raccolta sul territorio nazionale, è emerso che il 70 per cento ha subito effrazioni nei primi nove mesi del 2010; i compressori dei frigoriferi, per esempio, sono tra i più gettonati per il traffico illecito dei Raee. Senza queste parti rubate, i rifiuti elettronici diventano spesso inutili per un corretto recupero e riciclo. Stando ai dati del campione, il 21% dei frigoriferi è stato privato di qualche elemento con un valore economico rilevante, così come il 13 per cento di monitor e televisori e l'11% delle lavatrici.
















