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È stato un incontro altamente produttivo quello tenutosi ieri a Bruxelles, in occasione del quale il Consiglio Ambiente è riuscito a raggiungere un importante accordo politico sulla modifica della direttiva 2002/96/CE, che regola il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti elettrici e delle apparecchiature elettroniche.
In base alle direttive del 2002 ogni paese appartenente all’Unione Europea era obbligato a raccogliere annualmente almeno 4 Kg di RAEE per abitante, una soglia veramente troppo bassa per garantire una reale tutela dell’ambiente ed un miglioramento nelle percentuali di rifiuti riciclati. Inoltre tale soglia è fissa, mentre la vendita di questa tipologia di prodotti registra un aumento consistente di anno in anno. A fronte di queste riflessioni e stimolata dalle iniziative portate avanti in modo autonomo dai singoli paesi, il Consiglio ha elaborato una nuova direttiva, che stabilisce un aumento della quota di raccolta pro capite proporzionale all’aumento dell’immissione sul mercato dei RAEE. Ogni Stato Membro è stato quindi invitato a raccogliere RAEE per una quota pari al 65% del volume totale dei prodotti in circolazione nel corso dell’anno precedente. Queste modifiche rappresentano un passo importante, che dimostra il reale interesse dell’Europa nell’intraprendere percorsi alternativi verso un futuro più sostenibile.Altra tematica affrontata all’interno del dibattito è stata la “green economy”: la Commissione ha discusso diffusamente sul percorso che gli Stati Membri intendono adottare per raggiungere con successo gli obiettivi fissati al 2050, illustrando varie metodologie per raggiungere livelli accettabili di emissione di anidride carbonica e altri inquinanti e mirando alla definizione di un piano d’azione a lungo termine per tutti i settori economici che saranno coinvolti nel processo di de-carbonizzazione.
















