Sabato 19 maggio 2012

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RAEE meno pericolosi con la direttiva UE

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Un contributo alla protezione della salute umana, al recupero e allo smaltimento ecologicamente corretto dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) arriva dall’Ue grazie all’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri sulle restrizione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee). 

Tale decisione ha anche lo scopo di evitare che le disparità tra le leggi o le disposizioni amministrative adottate dagli Stati membri siano da ostacolo agli scambi e provochino distorsioni della concorrenza nella Comunità, con un impatto diretto quindi sull'istituzione e sul funzionamento del mercato interno.

La direttiva, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea del 1° luglio, apporta alcune modifiche sostanziali alla direttiva del 2002, includendo un certo numero di definizioni al fine di precisare l'ambito di applicazione della stessa direttiva.
Definisce inoltre l'Aee, come "apparecchiature che dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o campi elettromagnetici e le apparecchiature di generazione, trasferimento e misura di tali correnti e campi e progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e a 1 500 volt per la corrente continua".
Precisa poi che con la dicitura «che dipendono» si intende "che le apparecchiature necessitano di correnti elettriche o di campi elettromagnetici per espletare almeno una delle funzioni previste".
La direttiva inoltre prevede che la marcatura Ce, ossia quella indicante la conformità applicabile ai prodotti a livello dell'Unione, si applichi anche alle Aee (che rientrano nell'ambito della presente direttiva).
La direttiva comunque, cerca di non impedire lo sviluppo di tecnologie energetiche rinnovabili che non hanno incidenze negative sulla salute e sull’ambiente e che sono al tempo stesso sostenibili ed economicamente valide.
Del resto - tenendo conto della fattibilità tecnica ed economica - la maniera più efficace di garantire una riduzione significativa dei rischi per la salute e l'ambiente legati a queste sostanze in modo da raggiungere il livello prescelto di protezione nella Comunità è la sostituzione delle sostanze pericolose nelle Aee con materie sicure.
La restrizione dell'uso di tali sostanze pericolose inoltre potrà avere l'effetto di aumentare le possibilità e la convenienza economica del riciclaggio di Raee diminuendo l'impatto negativo sulla salute dei lavoratori degli impianti di riciclaggio.
L'Ue si prefigge di esaminare la restrizione di altre sostanze pericolose, tra cui sostanze di piccolissime dimensioni o con una struttura interna o di superficie molto ridotta (nanomateriali) potenzialmente pericolose al fine di sostituirle con alternative più rispettose dell'ambiente che assicurino almeno lo stesso livello di protezione dei consumatori.
Non si esclude però la possibilità di concedere esenzioni dall'obbligo di sostituzione se la sostituzione non è possibile dal punto di vista scientifico e tecnico, tenendo conto in particolare della situazione delle Pmi, oppure se gli impatti negativi per l'ambiente, la salute e la sicurezza dei consumatori causati dalla sostituzione possono superare i benefici per l'ambiente, la salute e la sicurezza dei consumatori legati alla sostituzione o se i sostituti non sono affidabili.
A tale fine dunque è opportuno che la decisione sulle esenzioni e sulla durata di eventuali esenzioni tenga conto della disponibilità di sostituti e dell'impatto socioeconomico della sostituzione. Così come è opportuna una riflessione improntata al ciclo di vita in merito agli effetti complessivi delle esenzioni.