Sabato 19 maggio 2012

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Ambiente: Greenpeace, 3% territorio italiano da bonificare

greenpeace

Ieri a Milano in conferenza stampa Greenpeace ha presentato il rapporto "SIN Italy: la bonifica dei Siti di Interesse Nazionale", una rassegna sulle troppe questioni aperte nelle aree da bonificare in Italia. Abbiamo anche reso pubblici gli ultimi aggiornamenti delle nostre indagini sulla bonifica in corso alla ex-Sisas di Pioltello-Rodano.

Il 3% del territorio italiano è da bonificare. In Italia le aree da sottoporre a bonifica sono numerose e 57 di esse, le più pericolose, sono classificate come Siti d'interesse nazionale.

Il rapporto presentato a Milano una rassegna sulle questioni aperte nelle aree da bonificare sul territorio italiano che, secondo quanto spiega Greenpeace, ammontano a 1.800 chilometri quadrati di aree marine, lagunari e lacustri (il doppio della Laguna di Venezia e del Lago di Garda messi insieme) e a 5.500 chilometri quadrati di aree terrestri. I Comuni inclusi nei Sin sono oltre 300, per un totale di circa 9 milioni di abitanti.

Nella conferenza stampa odierna Greenpeace ha anche diffuso gli ultimi aggiornamenti sulle sue indagini relative alla bonifica in corso alla ex-Sisas di Pioltello-Rodano con il rapporto: ''Il mistero dei rifiuti scomparsi''.

Per Greenpeace la bonifica della ex-Sisas e' un esempio lampante della situazione attuale dei Siti di interesse nazionale e dell'inadeguatezza della gestione emergenziale.

Dopo aver documentato le irregolarità e i mancati trattamenti nella gestione dei rifiuti tossici esportati in Spagna, Greenpeace solleva interrogativi sui quantitativi, la ''Greenpeace si oppone fermamente a qualsiasi ipotesi di 'condono' per i danni causati finora dai Sin e dalla loro mancata bonifica. Si tratta di una strage che deve essere fermata. La concessione di un condono tombale agli inquinatori e' inaccettabile, soprattutto per i cittadini coinvolti'', afferma Federica Ferrario, che ha condotto la ricerca per Greenpeace.

Greenpeace ritiene che le bonifiche possano favorire ricerca e innovazione, creare occupazione e salvaguardare territorio e salute umana. Per trasformarle da problema a opportunità ci sono però alcuni passaggi obbligati: la fine della gestione emergenziale, l'abolizione dell'art. 2 della L.13/2009, un Piano Nazionale per le bonifiche dei Sin che miri a investimenti legati a efficienza e sostenibilità, certezza sulle risorse finanziarie da parte del governo e soprattutto un confronto aperto con le rappresentanze di cittadini, sindacati e associazioni ambientaliste.

(fonte www.asca.it)