Sabato 19 maggio 2012

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La ex-Sanderson di Messina trasformata in una pericolosa discarica: iniziano con lentezza le operazioni di bonifica dell’area

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Davvero tragico il caso della ex industria agrumaria Sanderson, a Messina, i cui capannoni, da anni inutilizzati, sono diventati sotto gli occhi di un’amministrazione inefficiente, delle vere e proprie discariche di rifiuti speciali e pericolosi.

Questa fabbrica, fallita nel 1980, lavorava gli agrumi utilizzando caldaie che bruciavano oli minerali e idrocarburi, i quali, rimasti abbandonati all’interno dell’impianto dal giorno della sua chiusura, sono ancora oggi ben visibili. Col tempo l’inquinamento dell’area è aumentato in modo esorbitante ed era addirittura stato avanzato il sospetto che nei capannoni fossero finiti i fusti della ex Smeb, altra bomba ecologica sita nella zona falcata. Per tentare di risolvere il problema nel 2006 la Provincia aveva appaltato la bonifica della ex Sanderson, pochi mesi dopo il passaggio di proprietà dell’area all’Esa (l’Ente di sviluppo agricolo): le operazioni non furono però condotte con esiti positivi e un anno dopo la Guardia di Finanza si trovò costretta a sequestrare l’area, perché piena di fusti e sacchi con sostanze nocive. Dalla seguente inchiesta emerse inoltre che all'interno della fabbrica erano stati illegalmente stoccati oltre 130 big bags, cioè sacchi colmi di rifiuti speciali (per oltre 100 tonnellate) e 40 fusti di oli minerali e sostanze petroleose. Un secondo tentativo venne effettuato nel 2008, quando l’Elsa riuscì, tramite finanziamenti regionali, a dare avvio a nuove opere di bonifica, finalizzate innanzitutto alla rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti presenti nei “big-bags”, contenenti terreno contaminato da idrocarburi, e nei fusti, pieni di liquidi oleosi.

Nonostante i lavori siano iniziati, la situazione dell’area risulta ancora molto critica, tantoché gli stessi progetti per una sua futura riqualificazione e nuova destinazione non sono ancora stati presi in esame.