Lo scorso 23 dicembre la Regione Emilia-Romagna ha concluso il nuovo censimento degli edifici con amianto da bonificare, inviandone i risultati ottenuti al Ministero dell'Ambiente per una valutazione attenta della situazione.
I dati ottenuti sono soddisfacenti agli occhi del consigliere regionale Andrea Defranceschi, che commenta con soddisfazione come dal censimento “siano scomparsi o siano stati declassati i 13 siti che comparivano nella classe di rischio 1, che identifica quegli edifici non confinati, accessibili e di uso pubblico nei quali sia presente materiale friabile e quindi estremamente pericoloso”. Secondo il censimento la città più a rischio è quella di Modena, che conta sul suo territorio ben 129 immobili da sanare, seguita poi da Reggio-Emilia (107), Bologna (97), Ferrara (89), Parma (82), Forlì-Cesena (76), Piacenza (73), Ravenna (63) e Rimini (33).“Quest’anno – spiega Defranceschi – la Regione ha preferito far passare solo sette mesi prima di replicare il censimento (solitamente annuale) dei siti con materiali in amianto. E considerato che, da maggio a dicembre, gli immobili a rischio per la salute dei cittadini son passati da 757 a 771, non possiamo che plaudire all'operato dell'assessorato alla Salute per l’utilità della mappatura”.
Il consigliere sottolinea comunque la necessità di strumenti più incisivi per bonificare la regione dalla presenza dell'amianto, a partire dall'inserimento dell'eternit e del vinil-amianto nei materiali pericolosi, fino alla promozione di iniziative sul territorio come i censimenti comune per comune. Il dato più preoccupante emerso dal censimento è sicuramente costituito dal fatto che i luoghi segnalati come pericolosi sono, durante quest'ultimo anno, aumentati invece che diminuiti, nonostante tutte le azioni già in corso di bonifica.
























