Sabato 19 maggio 2012

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Ripulire la Lombardia dall'amianto: il nuovo progetto promosso dalla Regione

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La presenza di siti contaminati da amianto è una realtà che caratterizza molte zone della nostra penisola ed è proprio per rispondere ad una situazione altamente rischiosa che la Regione Lombardia ha deciso di portare avanti una battaglia normativa che porti all'apertura di discariche e ospedali per quanti hanno contratto malattie legate all'amianto, in primis il mesotelioma.

In questa regione, infatti, sono complessivamente 44.004 i siti (case, ospedali, capannoni, palestre, scuole e centri anziani) in cui è stata registrata la presenza di amianto: di questi 28.061 sono ancora da bonificare, 8.566 in fase di bonifica e, secondo l'ultimo piano regionale, sarebbero ancora 62 i siti pubblici con priorità di interventi di decontaminazione. Il punteggio ad ognuno di essi è stato assegnato in base a canoni che tengono conto della friabilità, della pieghevolezza delle strutture, del loro posizionamento e del tipo di edificio. In base a quanto esposto nel progetto, la precedenza verrebbe assicurata a tutti quei comuni che richiedono sostegno per il ripristino di strutture a funzione pubblica, e accanto agli interventi veri e propri, è in via di programmazione una campagna informativa volta alla sensibilizzazione sul problema della contaminazione da amianto. Per il primo firmatario della legge, il consigliere Giuseppe Villani “ci sono tutte le premesse affinché, entro il 2016, sia possibile bonificare la maggior parte dei siti pericolosi e inquinanti. Oltre alle bonifiche sarà, però, anche necessario introdurre interventi di monitoraggio da parte dell'Asl, al fine di garantire la sicurezza e la salute dei cittadini”. Sulla base dei dati raccolti in collaborazione con Arpa, i primi siti a cui la legge assegnerà interesse prioritario sono quello del condominio Alben, in provincia di Bergamo e quelli di ospedali, come il Salvini-Corberi di Limbiate e di Garbagnate; ancora in testa alla classifica Sesto San Giovanni con nove siti, seguito poi da Varese con quattro e Broni con tre.