Sabato 19 maggio 2012

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Porto Torres, via alle bonifiche e alla chimica verde

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Dopo l’insediamento del tavolo per l’attuazione del protocollo per la chimica verde a Porto Torres, con la partecipazione degli Enti Locali e delle parti sociali, dal confronto sono state date rassicurazioni in merito alla questione delle bonifiche; il Ministero dell’Ambiente infatti convocherà quanto prima la conferenza di servizi per mettere a punto tutte le procedure necessarie all’avvio.

E’ stato inoltre sgombrato ogni dubbio su un aspetto importante: la centrale non brucerà rifiuti e utilizzerà esclusivamente biomasse. La vecchia centrale verrà spenta gradualmente e manterrà una funzione di back up fino all’apertura della nuova centrale.

Fra i punti oggetto del confronto presso il tavolo per la chimica verde e approfonditi in diversi gruppi di lavoro, che avranno sede a Sassari e saranno divisi per materia saranno:
• le concessioni, le autorizzazioni e le bonifiche;
• la gestione dell’area di crisi, dell’indotto, della formazione professionale e delle politiche del lavoro;
• gli aspetti relativi alle connessioni con l’agricoltura, la ricerca e della centrale a biomasse.
Nel frattempo è stato confermato ufficialmente da ENI e Novamont che trasferiranno la sede legale di Matrìca a Porto Torres, il più grande polo d’Europa per la chimica verde.
Il presidente della Regione, che due settimane fa aveva richiesto che la nuova realtà avesse anche la sede legale nell’Isola, ha dichiarato che quella di Eni e Novamont è stata una scelta giusta e opportuna poichè il progetto nasce e si sviluppa in Sardegna ed è fondamentale che i relativi effetti positivi portino importanti ricadute economiche sul territorio.
Il presidente, in riferimento all’indotto e alla reindustrializzazione del sito, conferma l’impegno all'attivazione di un progetto integrato per il territorio di Porto Torres con l’istituzione di un’area di crisi sul modello già in corso di sperimentazione nell’area di Tossilo.
«Dinanzi alle pressanti richieste degli enti locali sulla certezza dei tempi per le bonifiche nell'area industriale di Porto Torres, Eni ha fornito elementi che fanno pensare che il loro avvio sia sempre più vicino». Così la presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, interpreta le informazioni raccolte nel corso dell'incontro che si è tenuto a Cagliari a Villa Devoto. «Eni ha confermato che entro l'8 luglio risponderà a tutte le osservazioni mosse dal Ministero dell'Ambiente per il piano complessivo delle bonifiche con esclusione dell'area di Minciaredda, per la quale è in corso una procedura a parte – riferisce la presidente –. Da quel momento in poi si potrà richiedere l'immediata convocazione della conferenza dei servizi presso il Ministero dell'Ambiente». D'altronde, ricorda Alessandra Giudici, «è stato lo stesso Ministero a prendere impegni precisi in questa direzione con la sottoscrizione, lo scorso 26 maggio, del protocollo per la reindustrializzazione e la realizzazione del progetto di chimica verde e del relativo addendum promosso dagli enti locali».
«L'avvio delle bonifiche «per il territorio ha grandissima importanza strategica sul piano ambientale – prosegue Alessandra Giudici – e anche perché consente qualche speranza in più per l'indotto dell'area industriale, per tutelare il quale abbiamo chiesto di ritardare la fermata degli impianti». Da questo punto di vista, l'incontro promosso dal tavolo di governance regionale per la gestione del processo di reindustrializzazione non ha prodotto alcuna novità positiva, ma la speranza è che i giochi possano ancora riaprirsi.
Considerando anche gli investimenti di Enipower in una nuova centrale a biomasse e a quelli di Syndial per la bonifica dell'area del petrolchimico, gli investimenti a Porto Torres ammontano a circa 1,2 miliardi di euro, in gran parte a carico del gruppo petrolchimico nazionale. A regime, la produzione di monomeri, intermedi e biopolimeri toccherà le 350.000 tonnellate annue.